{"id":6474,"date":"2019-06-21T07:30:51","date_gmt":"2019-06-21T05:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.annapirozzi.com\/en\/?p=6474"},"modified":"2021-06-16T16:31:44","modified_gmt":"2021-06-16T14:31:44","slug":"connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annapirozzi.com\/en\/connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior\/","title":{"rendered":"CONNESSI ALL&#8217;OPERA &#8211; I was singing Mina, now I love Verdi&#8217;s warrior"},"content":{"rendered":"<h1>Cantavo Mina, ora amo le guerriere di Verdi<\/h1>\n<h5 class=\"\">Interview with Anna Pirozzi<\/h5>\n<p>Soprano drammatico di coloratura oggi fra i pi\u00f9 apprezzati, sia in Italia che all\u2019estero, per molti dei ruoli che furono della divina Maria Callas: immensa Abigaille, grande Lady Macbeth, cos\u00ec come applaudita interprete di Leonora nel Trovatore, di Aida e di tutte le donne teatrali a fuoco vivo quali Amelia nel Ballo in maschera, Odabella nell\u2019Attila, Lucrezia Contarini ne I due Foscari, Elvira in Ernani, Luisa Miller e, oltre Verdi, Norma per Bellini, le pucciniane Tosca, Manon Lescaut, Turandot, il rispettivo verismo di Mascagni e Leoncavallo con Santuzza e Nedda, Maddalena di Coigny nell\u2019Andrea Ch\u00e9nier di Giordano, la donizettiana Elisabetta I nel Roberto Devereux e fino a toccare, fra gli altri titoli, anche alcune opere contemporanee. Sempre e comunque svettando, a ogni incontro e ruolo, per la lucentezza del metallo e l\u2019impressionante potenza della voce, per l\u2019agguerrita forza negli accenti e la rara attenzione alle parole, per i salti melodici tagliati a fil di lama, per la tecnica virtuosa con fiati dritti e interminabili all\u2019acuto.<br \/>\nIntanto, alle spalle, un percorso anomalo: dal rugby al canto pop, fino all\u2019improvviso colpo di fulmine per la lirica. E con tempi neanche troppo lunghi fra la prima selezione nel 2007, con targa As.Li.Co. per un concerto di arie verdiane in collaborazione con il Teatro Sociale di Como, il vero e proprio debutto al Regio di Torino nel 2012 con Un ballo in maschera e, l\u2019anno dopo, la svolta al Festival di Salisburgo con un\u2019improvvisa sostituzione per Abigaille sotto l\u2019illustre bacchetta di Riccardo Muti.<br \/>\nDunque, dati gli esiti in vetta pi\u00f9 l\u2019abilit\u00e0 di conciliare palcoscenici e famiglia, oggi a maggior ragione sorprendente si rivela il percorso artistico di Anna Pirozzi, importante voce di soprano nata a Napoli nel 1975 ma cresciuta nell\u2019estremo Nord, ad Aosta, impegnata dal prossimo 22 giugno e per cinque recite su sedici in qualit\u00e0 di prima Aida fra le sei interpreti in scena fino a settembre scelte dall\u2019Arena di Verona Opera Festival 2019 per il remake filologico operato dal regista Gianfranco De Bosio sui bozzetti originali dello storico allestimento di Ettore Fagiuoli, in prima apertura assoluta nel 1913 delle stagioni liriche areniane e dunque all\u2019epoca avvenimento internazionale di punta dell\u2019intero secolo Ventesimo, in occasione del primo centenario dalla nascita di Verdi. Al suo fianco, avr\u00e0 il Radam\u00e8s di Murat Karahan mentre sul podio, in alternanza con Placido Domingo e Daniel Oren, a dirigerla sar\u00e0 il giovane e talentuoso Francesco Ivan Ciampa.<br \/>\nParticolarissima, si diceva, la sua storia: nata a Napoli, cresciuta a Giugliano fino all\u2019et\u00e0 di tredici anni, poi il definitivo trasferimento dall\u2019altro capo dell\u2019Italia per seguire il ruolo vinto dalla madre in un concorso delle Poste, in Valle d\u2019Aosta. L\u00ec fa sport e ama cantare le canzoni ascoltate da sempre in famiglia o fra gli amici: quelle di Mina, Giorgia, Carmen Consoli. Le intona esibendosi a feste e matrimoni. In molti la notano e la incoraggiano. Cos\u00ec, per migliorare quel suo talento naturale, decide di entrare nell\u2019Istituto Musicale Pareggiato della citt\u00e0, perfezionandosi a seguire al Conservatorio di Torino con il soprano Silvana Moyso e frequentando masterclass con Daniela Dessi\u0300, Mirella Freni, Luciana D\u2019Intino, Rockwell Blake, Claudio Desderi e Sylvie Valayre. Prende anche lezioni al Conservatorio di Vienna, fino a risultare vincitrice assoluta della XXX edizione del Concorso di Canto \u201cMattia Battistini\u201d di Rieti, con il ruolo di Leonora (nome non a caso scelto per la figlia primogenita) dal Trovatore di Verdi. E da l\u00ec, i primi impegni, inizialmente sui piccoli e poi sui principali palcoscenici nazionali e internazionali quali Scala di Milano, San Carlo di Napoli, Arena di Verona e Teatri di Bologna, Firenze, Parma, Palermo e Cagliari; Palau de les Arts Reina Sof\u00eda di Valencia, NCPA di Pechino, Opera di Lipsia e Stoccarda, Edinburgh Festival e ABAO di Bilbao. Arriva inoltre alla San Francisco Opera con il ruolo di Maddalena di Coigny, al Teatro Real di Madrid come Lady Macbeth al fianco di Pl\u00e1cido Domingo, all\u2019Op\u00e9ra de Monte-Carlo, all\u2019Opera di Lione e alla Deutsche Oper di Berlino con la sua speciale Abigaille del Nabucco, pi\u00f9 i due, rispettivi debutti con Turandot in Israele, sotto la direzione musicale di Zubin Mehta, e al Colon di Buenos Aires con Norma.<\/p>\n<p><strong>Dal Napoletano alla Valle d\u2019Aosta e a Torino per il perfezionamento musicale: dove sente di pi\u00f9 le sue radici?<\/strong><\/p>\n<p>A Napoli, senz\u2019altro. \u00c8 l\u00ec che sono nata, vivendo poi nel Comune di Giugliano fino all\u2019et\u00e0 di tredici anni, ossia fin quando i miei decisero di trasferirsi in Valle d\u2019Aosta per motivi di lavoro. E l\u00ec avrei vissuto per ben 28 anni. Il ricordo partenopeo che mi \u00e8 pi\u00f9 caro? La vista del Vesuvio, mi \u00e8 rimasta nel cuore. Ogni volta, nel vederlo, provo una speciale emozione, cos\u00ec come alle mie \u201cprime\u201d al San Carlo\u2026 mi piacerebbe tornarci pi\u00f9 spesso.<\/p>\n<p><strong>Cantare Mina per trionfare con Verdi: come \u00e8 avvenuto il suo passaggio dalla musica leggera alla lirica?<\/strong><\/p>\n<p>Ho cantato praticamente sempre, da quando sono nata, imitando un po\u2019 mia madre nei repertori degli anni Cinquanta-Sessanta. Da qui i miei inizi nella musica pop, dilettandomi in giro fra pianobar, feste e matrimoni con le canzoni di Giorgia, C\u00e9line Dion, Whitney Houston, Mariah Carey, Mina. Ecco, soprattutto Mina, per me che ero partita da autodidatta, \u00e8 stata un po\u2019 la scuola del belcanto leggero: mi esercitavo molto in casa ascoltando la sua voce. Ovviamente, di base, c\u2019era tanta natura.<\/p>\n<p><strong>Quando ha deciso di studiare sul serio?<\/strong><\/p>\n<p>Sentendo il mio canto, tutti mi dicevano: \u201cMa che bella voce che hai! Perch\u00e9 non vai a studiare in Conservatorio?\u201d. E io rispondevo: \u201cNo, per carit\u00e0! L\u00ec si studia solo canto lirico e, a me, proprio non piace l\u2019opera\u201d. D\u2019altra parte, in famiglia, si ascoltava tutt\u2019altro: mio padre, impiegato alla Regione Campania quando eravamo al Sud, si dilettava a suonare la batteria in un piccolo gruppo pop; mia madre cantava appunto le canzoni di Mina e dei suoi tempi. Poi decisi di iscrivermi lo stesso in Conservatorio, ma solo per imparare a leggere la musica. All\u2019esame di ammissione portai l\u2019unica cosa del mio repertorio pi\u00f9 vicina alla classica: l\u2019Ave Maria di Schubert, che avevo cantato tante volte ai matrimoni, ma con un\u2019impostazione un po\u2019 cos\u00ec. In quell\u2019occasione, la mia predisposizione fu subito notata e segnalata dal maestro Marco Ricagno, con il quale avrei poi intrapreso i miei primi quattro anni di studio in canto lirico all\u2019Istituto Musicale di Aosta. A seguire, il perfezionamento a Torino e tantissime masterclass.<\/p>\n<p><strong>Fra i suoi insegnanti, c\u2019\u00e8 stata anche Daniela Dess\u00ec. Come la ricorda?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019amavo molto, infatti l\u2019ascoltavo tanto per i miei studi gi\u00e0 prima di conoscerla. Poi ebbi la possibilit\u00e0 di frequentare una sua master. Ricordo che mi disse: \u201cMa che vuoi da me? Tu hai gi\u00e0 i pianissimi pi\u00f9 belli dei miei!\u201d. Con lei, scomparsa troppo presto e all\u2019improvviso, si lavorava meravigliosamente sulla musicalit\u00e0 e ho imparato tanto sul fraseggio. Da tutti ho comunque ricevuto numerosi e diversi segreti, che poi ho fatto miei.<\/p>\n<p><strong>Sente di dover dire grazie in particolare a qualche artista o direttore che ha avuto al fianco durante il suo cammino?<\/strong><\/p>\n<p>Il primo lo devo al direttore d\u2019orchestra Renato Palumbo, con il quale debuttai a Torino in Un ballo in maschera. Mi scelse con Noseda per Amelia. E da l\u00ec iniziai, per non fermarmi pi\u00f9. Inoltre tengo a citare il baritono Federico Longhi, mio attuale maestro e caro amico che pi\u00f9 di ogni altro ha seguito la mia voce, fin dai primissimi studi in Valle D\u2019Aosta. \u00c8 stato lui, a quel tempo, a credere nel mio talento e a invogliarmi a perfezionarmi. Poi \u00e8 arrivato il treno importantissimo del Festival di Salisburgo con Riccardo Muti che mi ha aperto la carriera internazionale, sostituendo all\u2019improvviso una collega in Nabucco. Inoltre, poche volte ma assai intensamente ho collaborato con Zubin Mehta e Donato Renzetti. Di Muti? Impossibile dimenticare la sua reazione dopo avermi sentita in Abigaille, chiedendomi: \u201cMa lei dov\u2019era prima?\u201d. Poi scatt\u00f2 la simpatia. Ci divertivamo molto a parlare in napoletano assieme.<\/p>\n<p><strong>Campano \u00e8 anche il giovane Francesco Ivan Ciampa che la diriger\u00e0 in questa sua nuova Aida all\u2019Arena.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 lavorato in diverse produzioni, sin dagli inizi delle nostre rispettive carriere. Ha un grande talento e una qualit\u00e0 rara: la passione.<\/p>\n<p><strong>Tornando alla sua svolta nel canto, quindi a chi deve il colpo di fulmine?<\/strong><\/p>\n<p>A Maria Callas. Ascoltandone una registrazione della sua \u201cCasta diva\u201d provai una sensazione forte e improvvisa, decidendo: \u201cVoglio cantare cos\u00ec, come lei\u201d. Oggi ammiro molto anche la sua lucida freddezza sul palcoscenico, il suo totale dominio del personaggio, fino a emozionare profondamente il pubblico.<\/p>\n<p><strong>Quanto studia in genere?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono una che alla mattina si mette a fare i vocalizzi. Studio soprattutto durante le produzioni: mi registro sempre, poi mi riascolto, mi correggo riprovando i punti che non mi piacciono per migliorarli. Poi ripasso l\u2019intero ruolo con il pianista.<\/p>\n<p><strong>E se il personaggio \u00e8 nuovo?<\/strong><\/p>\n<p>La preparazione \u00e8 naturalmente pi\u00f9 lunga e complessa. In quel caso parto dall\u2019ascolto, studio attentamente le note, leggo le fonti letterarie e il libretto. Trovo ad esempio assai utile confrontare interpretazioni di momenti storici differenti, per osservarne l\u2019evoluzione stilistico-drammatica e della tecnica. Quindi rubo qua e l\u00e0 dettagli che rivedo sulla base della mia voce. La regola \u00e8, comunque, non imitare mai nessuno.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso anno era all\u2019Arena con un\u2019altra Aida, quella firmata dall\u2019appena scomparso Franco Zeffirelli\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma ne ho vissuto la passione e l\u2019arte attraverso le sue produzioni qui all\u2019Arena di Verona, lo scorso anno con Aida e Turandot, in questa edizione del Festival con Trovatore, che canter\u00f2 in luglio dopo la Leonora di Anna Netrebko. Posso dirgli una sola parola: grazie!<\/p>\n<p><strong>Come sar\u00e0 invece l\u2019allestimento in ricostruzione storica che canter\u00e0 per due sere a giugno (il 22, e il 27) e per tre a luglio (il 5, il 9 e il 12), aprendo nelle prime date la sfilata delle Aide Tamara Wilson, Maria Jos\u00e9 Siri, Saioa Hern\u00e1ndez, Hui He e Svetlana Kasyan?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019Aida storica, molto bella. Al solito, da parte mia, ci sar\u00e0 grande impegno sulle parole e soprattutto al terzo atto, il pi\u00f9 difficile tecnicamente, nel quale Aida entra in scena per uscirne solo alla fine. All\u2019interno, una Romanza e due duetti assai impervi, uno con il baritono (Amonasro), l\u2019altro con il tenore (Radam\u00e8s), nei quali c\u2019\u00e8 praticamente di tutto: c\u2019\u00e8 la forza, la delicatezza, i \u201cpianissimo\u201d, c\u2019\u00e8 il lirismo, la drammaticit\u00e0, gli accenti. Insomma, bisogna avere una tecnica molto sicura. Credo che ogni sera sar\u00e0 diversa.<\/p>\n<p><strong>Da quali donne \u00e8 attirata nella galleria lirica di Verdi?<\/strong><\/p>\n<p>Le amo tutte ma prediligo le grandi guerriere, come Abigaille, Odabella e Lady Macbeth. Sono donne un po\u2019 uomo, che tirano fuori il loro carattere pi\u00f9 forte e virile per far fronte alla situazione drammatica. Sar\u00e0 perch\u00e9 nella vita, ma soprattutto in palcoscenico, mi sento anch\u2019io molto guerriera. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 anche il mio lato pi\u00f9 dolce e romantico, quello che ritrovo in Amelia, Leonora, Aida.<\/p>\n<p><strong>Guerriere in effetti, passando ad altri autori, sarebbero anche Tosca e Norma.<\/strong><\/p>\n<p>Sono due ruoli che adoro. Su tutti \u00e8 per\u00f2 con Tosca che puntualmente mi commuovo, interpretandone il momento del suicidio gi\u00f9 da Castel Sant\u2019Angelo. E qui aggiungerei anche La Gioconda, un\u2019opera che ho amato e che amo con tutta me stessa: una vera folgorazione. Mi spiace solo non averla conosciuta prima, ma il lavoro e il trionfo lo scorso aprile al Liceu di Barcellona mi hanno ripagata del tempo perduto.<\/p>\n<p><strong>Sempre in termini di repertorio, ha qualche desiderio ancora nel cassetto?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sarebbe un personaggio verdiano che amo molto ma che non ho mai affrontato. Anzi, colgo l\u2019occasione per lanciare un appello ai teatri del mondo: l\u2019Elisabetta di Valois del Don Carlo. E poi mi piacerebbe aggiungere altre due regine donizettiane, Anna Bolena e Maria Stuarda. Chiss\u00e0, potrebbero arrivare.<\/p>\n<p><strong>Intanto cos\u2019ha cantiere?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019anno prossimo mi aspetta un\u2019altra grande sfida: il debutto nel Pirata di Bellini con Imogene, parte usualmente assegnata a soprani pi\u00f9 leggeri ma, in via crescente, interpretata da voci di maggior spessore. Per la Caball\u00e9 era fra le vette, vediamo cosa mi aspetta.<\/p>\n<p><strong>Come concilia arte e famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>Ho due figli stupendi: Leonora, che ora ha otto anni, e Daniel Riccardo, di due. I loro nomi rinviano ovviamente a due capolavori verdiani che amo particolarmente. Grazie a Dio li ho avuti ed \u00e8 solo grazie a mio marito che riesco a gestire palcoscenico e famiglia. \u00c8 bravissimo con i figli come in cucina. Con me si mangerebbe in modo molto meno sano. Piuttosto, con questa Aida, per la prima volta saremo insieme: io su, in palcoscenico, lui come violinista in orchestra.<\/p>\n<p><strong>Quando non canta cosa fa?<\/strong><\/p>\n<p>Amo molto dedicarmi a me stessa, alla cura del mio corpo.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 vero che \u00e8 stata anche rugbista?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, s\u00ec. Sono sempre stata molto sportiva e, per quattro anni, ho giocato molto seriamente in una squadra femminile di rugby, ad Aosta, introdotta da mio fratello. Poi mi hanno spaccato il setto nasale e ho dovuto decidere se continuare ad allenarmi o cantare. Cos\u00ec ho lasciato lo sport che, per\u00f2, mi ha insegnato tanto, fra allenamento e gioco di gruppo, per la lirica in teatro.<\/p>\n<p>June 18, 2019<br \/>\n<strong>Paola De Simone<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nOriginal post is available here: &nbsp;<a href=\"https:\/\/www.connessiallopera.it\/interviste\/2019\/cantavo-mina-ora-amo-le-guerriere-di-verdi-intervista-ad-anna-pirozzi\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\"><strong>Connessi all&#8217;opera &#8211; Lirica e dintorni ai tempi del 2.0<\/strong><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cantavo Mina, ora amo le guerriere di Verdi Interview with Anna Pirozzi Soprano drammatico di coloratura oggi fra i pi\u00f9 apprezzati, sia in Italia che all\u2019estero, per molti dei ruoli che furono della divina Maria Callas: immensa Abigaille, grande Lady Macbeth, cos\u00ec come applaudita interprete di Leonora nel Trovatore, di Aida e di tutte le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-6474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>CONNESSI ALL&#039;OPERA - I was singing Mina, now I love Verdi&#039;s warrior - Anna Pirozzi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.annapirozzi.com\/en\/connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"CONNESSI ALL&#039;OPERA - I was singing Mina, now I love Verdi&#039;s warrior - Anna Pirozzi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Cantavo Mina, ora amo le guerriere di Verdi Interview with Anna Pirozzi Soprano drammatico di coloratura oggi fra i pi\u00f9 apprezzati, sia in Italia che all\u2019estero, per molti dei ruoli che furono della divina Maria Callas: immensa Abigaille, grande Lady Macbeth, cos\u00ec come applaudita interprete di Leonora nel Trovatore, di Aida e di tutte le [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.annapirozzi.com\/en\/connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Anna Pirozzi\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/annapirozzisoprano\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-06-21T05:30:51+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-06-16T14:31:44+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Leonard Simaku\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@APirozzisoprano\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@APirozzisoprano\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Leonard Simaku\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.annapirozzi.com\\\/en\\\/connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.annapirozzi.com\\\/en\\\/connessi-all-opera-i-was-singing-mina-now-i-love-verdis-warrior\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Leonard Simaku\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.annapirozzi.com\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/e1820ccb62c1b8fc73c2ba9945a28bf5\"},\"headline\":\"CONNESSI ALL&#8217;OPERA &#8211; 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