Fermata Spettacolo:
[…] Il vero punto di forza del cast è Anna Pirozzi, alle prese con uno dei ruoli più difficili dell’intero repertorio pucciniano.
Pirozzi […] dispone degli strumenti necessari per superare con sicurezza le numerose insidie
della scrittura, soprattutto nella regione acuta, dove la voce mantiene solidità, ampiezza e squillo.
Ma è soprattutto nei momenti più lirici che la cantante mostra una significativa capacità di
modulazione.
Laggiù nel Soledad trova accenti più morbidi e abbandonati, mentre nel secondo
atto la scena con Johnson acquista una tensione autenticamente sentimentale. La grande
scena del poker, con il progressivo ribaltamento della situazione, è affrontata con sicurezza.
Le Salon Musical:
Una delle rarissime voci (forse l’unica) a cantare Minnie così bene, senza sforzo, con facilità quasi insolente, per cui in acuto Si e Do risuonano con potenza e controllo esemplari (una meraviglia il verso “su, su, su come le stelle”) e il canto di conversazione risulta incisivo e ricco di accenti, proprio di un’interprete all’apice della maturità espressiva.
Première Loge:
[…] voce poderosa, ma capace anche di delicatezza e lirismo in Laggiù nel Soledad (dove sale al Do con gran naturalezza) o nella scena d’amore del secondo atto.
OperaClick:
Le caratteristiche vocali di Anna Pirozzi […] si rivelano ottimali per risolvere la scrittura di Minnie, che risulta
credibile ed eseguita in modo pressoché ideale dalla prima all’ultima nota, come è raro
ascoltare tra tutte le interpreti del ruolo, comprese le più storiche e celebri.
L’origine belcantista consente alla Pirozzi di eseguire con naturale souplesse persino il bizzarro brano di agilità “Oh, se sapeste” (dove le voci più spinte spesso affogano), rendendo
gradevole un numero musicale di per sé non proprio bellissimo. Al tempo stesso i tre
dirompenti sì bemolle sparati dal soprano sul maestoso uragano orchestrale creato da Galli
nelle ultime battute del secondo atto valgono da soli la serata. Ovvia conseguenza di tutto ciò è
il trionfo