“La serata è stata coronata dalla prova di Anna Pirozzi, la cui Turandot ha confermato perché questo ruolo sia ormai un’estensione naturale della sua vocalità di soprano drammatico. Pirozzi ha mostrato la necessaria ampiezza per dominare l’Arena, ma la vera riuscita sta nel fatto che il mero volume non è stato l’unico elemento in gioco. La sua voce possedeva l’ampiezza, l’incisività e la sicurezza nel registro acuto che la parte esige, mentre la padronanza del fraseggio ha permesso di distinguere l’imperiosità del personaggio da una semplice violenza vocale. Le sue recenti interpretazioni di Turandot alla Scala e al Metropolitan Opera avevano già evidenziato tali qualità: la critica aveva sottolineato in modo particolare il connubio tra ampiezza vocale, acuti formidabili e la volontà di dare sfumature al personaggio, anziché limitarsi a tuonare nella scena degli enigmi. […] La celebre ‘In questa reggia’ della principessa ha assunto l’autorevolezza di un proclama pubblico, mentre gli enigmi sono stati affrontati non tanto come meri ostacoli vocali, quanto come l’estrema espressione di una donna che ha trasformato la crudeltà nel proprio meccanismo di difesa.” – Operawire

Anna Pirozzi in the F. Zeffirelli production at the Arena di Verona, 2026

“Dopo aver interpretato con successo il ruolo sia a Milano che a Napoli, Anna Pirozzi si riconferma una Turandot di riferimento: l’imponente voce si piega in sfumature ora carezzevoli nel ricordo dello strazio dell’ava Lou-Ling, ora insinuanti nell’esposizione degli enigmi. La sua è una principessa di gelo tutt’altro che monocorde, capace di rendere il capriccioso turbamento di fronte alla vittoria del Principe Ignoto.” – Operaclick

“Anna Pirozzi è attualmente la migliore Turandot che si possa ascoltare e, all’Arena, dove la proiezione vocale non è facile, è riuscita a emergere al di sopra del maremoto orchestrale persino nei momenti più complicati del finale del secondo atto, quando per molte cantanti diventa quasi impossibile. La sua Turandot è coraggiosa, corporea, brillante e profonda, piena di quella musicalità e di quella presenza scenica che solo lei sa proiettare. La sua voce attraversa lo spazio immenso dell’Arena con una sicurezza quasi regale, senza mai perdere la precisione del fraseggio né la forza drammatica del personaggio. È una Turandot che non si limita a dominare la scena: la conquista.” – Lohengrin.cat

Anna Pirozzi ormai si è da tempo specializzata in questo impegnativo ruolo che miscela una tessitura impervia ad un gioco espressivo (tanto musicale quanto teatrale) sempre cangiante e che quando non risolto compiutamente può imprigionare il personaggio entro lo sterile profilo di una figurina ritagliata. Il soprano parte dalla sua vocalità sicura e vibrante per tratteggiare una protagonista attentamente cesellata in ogni sfumatura, parola, gesto, ottenendo un risultato molto efficace e drammaticamente convincente, in ogni suo aspetto.” – I Teatri dell’Est

“Anna Pirozzi ha offerto una prova d’autorità nel ruolo del titolo. Ha valicato con facilità la vasta ampiezza dell’anfiteatro, compreso l’impervio registro acuto. Ha inoltre conferito a Turandot autorevolezza e dignità, senza confidare unicamente sul volume vocale. La sua esecuzione di ‘In questa reggia’ è stata uno dei momenti più fulgidi della serata. È riuscita a fare di Turandot un personaggio temibile pur dotandolo di personalità e determinazione. La sua forza vocale si è rivelata determinante in un teatro di tali dimensioni, contribuendo a mantenere la protagonista al centro dell’azione scenica.” – Concerto.net

“Il soprano Anna Pirozzi ha interpretato Turandot dopo averla cantata su molti palcoscenici con grande successo, un ruolo così splendidamente algido e inaccessibile come la cima dell’Everest. Ascoltata nello stesso ruolo al Teatro alla Scala appena quattro mesi fa, con la direzione di Nicola Luisotti, ci si rende conto di quanto la sua profonda consuetudine con il personaggio si riveli ogni volta nella sicura emissione della voce, così ricca d’armonici e molto potente in acuto, come nel finale del secondo atto. Se nel registro centrale e grave s’ascolta un alleggerimento del suono, la dizione e il fraseggio sono sempre supportati dall’incisività maiuscola d’un declamato limpido e scandito parola su parola, come ad esempio nel “sogghigno”, come indicato nel libretto, “Su, straniero, ti sbianca la paura! / E ti senti perduto!” oppure nell’invocazione al padre “No, non dire! Tua figlia è sacra! / Non puoi donarmi a lui come una schiava” o ancora nella stupefatta domanda a Liù “Chi pose tanta forza nel tuo cuore?”, dove comincia a sgretolarsi la sua gelida inaccessibilità. Una vocalità ricca di sfumature e omogenea, che salda bene la luminosa ottava superiore alle note più gravi segnate da inquietudine, sdegno e sete di vendetta.” – Opera Mundus

 “Anna Pirozzi ha affrontato da fuoriclasse quale è l’impervia tessitura che Puccini ha destinato a Turandot, ruolo nel quale titaneggia ed è oggi universalmente considerata interprete di riferimento. La voce del soprano, svettante e corposa, nel registro acuto e sovracuto ha assunto la rilucenza dell’acciaio, con ciò senza limitare la vasta tavolozza coloristica, mentre è sgorgata con apparente naturalezza e sapiente proiezione la potenza, perfettamente dosata, calibrata, perfino centellinata con cui ha mantenuto sempre alta la tensione emotiva, convogliandola in una vis drammatica nulla meno che splendida. Curatissima l’evoluzione del personaggio che da principessa “di gelo” ha improvvisamente sciolto il suo cuore al calore dell’amore, incarnando alla perfezione l’intenzione di Puccini.” – De Artes

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