Il Trillo Parlante: “La principessa Turandot è la grande Anna Pirozzi che calca il palcoscenico scaligero dopo 9 anni di assenza. Dobbiamo attendere la seconda parte dell’atto secondo per ascoltare la sua tonante voce mentre evoca la triste storia della sua ava. Ci avvolge con il suo timbro seducente e poi non ha la minima difficoltà nelle saette che contraddistinguono i tre indovinelli. Ottima prova, l’aspettiamo quanto prima qui alla Scala, magari in ruoli estremi verdiani come Abigaille, Giselda, Odabella.”

OPERATRAVELLER “Anna Pirozzi ha trionfato nel ruolo principale. Che piacere ascoltare un soprano che non prende alla lettera “quel grido” e riesce a sostenere il resto della frase senza il minimo sforzo. Il suo registro di soprano ha un’ampiezza magnifica; ha cavalcato le onde del suono corale con una disinvoltura quasi disinvolta, eseguendo due spettacolari Do acuti dopo la vittoria di Calaf nella scena dell’enigma, che sicuramente avranno risuonato nella sua Napoli natale. Pirozzi è stata anche capace di affinare il timbro con grande eleganza….”

CONNESSI ALL’OPERA “Fenomenale, per potenza di acuti e fraseggi chiaroscurati, è Anna Pirozzi, perfetta nella scena degli enigmi e insinuante nel posticcio finale composto da Franco Alfano.”

LE SALON MUSICAL “A interpretare l’impervio ruolo della Principessa di Gelo è stata Anna Pirozzi. […] la Pirozzi delinea una Turandot sfaccettata cercando sempre un fraseggio pertinente col testo e mettendo in luce il carattere complesso della protagonista.”

OPERA CLICK

“Anna Pirozzi ha ormai una valida consuetudine col personaggio di Turandot, spesso coinvolto in zona di passaggio, con numerose proiezioni verso i Si e i Do acuti, che debbono “bucare” il magma sonoro dell’orchestra e del coro con una certa disinvoltura e che questa sera funzionano assai bene.[…] L’emissione è ferma e il fraseggio ha buone sfumature. […] Molto bene nella freddezza della vergine, ieratica, misteriosa, orgogliosa e un po’ snobistica (“Mai nessun m’avrà” o “Straniero, ascolta!”), capricciosa e bambinesca (“Non guardarmi così”), bene anche nei caratteri dolente, malinconico, inquieto, sensuale e rassegnato – necessari in “Principessa Lo-u-Ling” o pieni di stupore in “Chi pose tanta forza nel tuo cuore”.
Torna con decisione ed effetto ad impersonare la Principessa sdegnata, che rifiuta ogni compromesso nel finale d’opera, prima di sciogliersi al sentimento d’amore con un crescendo febbrile ed impetuoso e un raggiante Si bemolle acuto.”

SCHERZO.ES “Nel ruolo di Turandot, Anna Pirozzi ha interpretato il suo difficile ruolo con la consueta sicurezza, mantenendo un controllo e padronanza della voce perfetti fino alla fine “

CLASSICAMENTE.IT “Nei panni di Turandot, Anna Pirozzi ha offerto un’interpretazione di altissimo livello. La sua voce, naturalmente predisposta per il ruolo, unisce una brillantezza metallica, intesa come qualità timbrica preziosa, a un controllo esemplare del vibrato e dell’intonazione. Ma è soprattutto sul piano interpretativo che la sua prova si è distinta: la principessa è emersa inizialmente come figura algida e impenetrabile, per poi progressivamente incrinarsi, lasciando affiorare una dimensione più umana dopo la morte di Liù. Una costruzione del personaggio coerente e profondamente meditata, che la conferma interprete di eccellente livello.”

ph. Brescia e Amisano – Teatro alla Scala
Ph. Brescia e Amisano – Teatro alla Scala
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